Cimbri del Cansiglio sono una minoranza etnica e linguistica di origine germanica che si insediò nella foresta del Cansiglio tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, provenienti principalmente da Roana, sull’Altopiano di Asiago, migrarono in questa zona attirati dalla straordinaria ricchezza di faggi.
I primi nuclei (tra cui i cognomi Azzalini, Bonato, Slaviero e Gandin) arrivarono dall’Altopiano di Roana all’inizio dell’Ottocento.
Il termine stesso “tzimbarar” significa infatti “artigiano del legno”: i Cimbri erano rinomati boscaioli e artigiani.
Erano storicamente boscaioli e “scatoleri”, ossia artigiani specializzati nel taglio del faggio e nella produzione di piccoli contenitori, “scatoi” e fasce per il formaggio.
I villaggi subirono gravi distruzioni durante la Prima Guerra Mondiale e nel corso di un rastrellamento nazifascista nel settembre 1944, venendo poi ricostruiti.
I Villaggi Cimbri
Nel cuore del Cansiglio sono ancora visibili i tipici insediamenti con case in legno dall’architettura peculiare.
Tra i principali villaggi si distinguono:
- Vallorch: Il villaggio più famoso e caratteristico, interamente ricostruito nel rispetto delle strutture tradizionali.
- Le Rotte e I Pich: Altri storici agglomerati raggiungibili attraverso i sentieri del bosco.
- Pian Osteria e Campon: Località che risultano ancora in parte abitate dai discendenti delle storiche famiglie (come gli Azzalini, i Gandin, i Bonato e gli Slaviero).
Esiste un itinerario ad anello molto semplice (circa 4.6 km), perfetto per escursioni a piedi, che parte dal Pian del Cansiglio e tocca i villaggi di Le Rotte e Vallorch. E c’è anche un Museo Etnografico (MUC) situato a Pian Osteria; il Museo dell’Uomo in Cansiglio raccoglie attrezzi da lavoro, oggetti d’uso quotidiano e testimonianze storiche della cultura e della lingua cimbra, ormai estinta in questa specifica area.
Alberta Bellussi







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